Inserito il 09 05, 2016

La Sanità in Italia e nel Lazio nella grande crisi finanziaria Piano di rientro 2013-2015

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Inserito il 07 04, 2016

Così si migliora la sanità nel Lazio

“Se Zingaretti ci darà la possibilità di accogliere nelle strutture private convenzionate del Lazio pazienti provenienti da altre Regioni si migliorerà la nostra sanità e i primi a guadagnarci in termini di assistenza e cure saranno i nostri residenti”.

Parola della Dr.ssa Jessica Veronica Faroni, Presidente Aiop Lazio che da mesi si sta battendo per la questione “mobilità passiva” e cosiddetti “fuori regione”.

“La Regione Lazio spende tanto denaro pubblico per mandare i suoi residenti malati a curarsi nelle altre Regioni con tutta una serie di disagi per i cittadini. Potrebbe, invece, dare nuova linfa alle strutture che sono sul territorio - afferma Faroni -   Se la Regione ci desse la possibilità di accogliere pazienti non residenti, dando così finalmente attuazione al protocollo di intesa sottoscritto con l’AIOP nel giugno 2014, la sanità privata accreditata laziale potrebbe mettere in atto quello che è anche nello spirito della sanità privata stessa: creare delle eccellenze in termini di diagnostica, di assistenza e di cura, dato che la Legge di Stabilità 2016 prevede la possibilità di remunerazione oltre il budget per le prestazioni di alta specialità”.

“Siamo pronti ad investire, a rendere il Lazio un territorio all’avanguardia dal punto di vista sanitario – aggiunge Jessica Faroni – ma il potere decisionale, affinchè tutto questo avvenga, è nelle mani del presidente Zingaretti che sbloccando la questione dei fuori regione,  per il meccanismo di compensazione  (uscite ed entrate di spesa per i pazienti che vanno  fuori dal Lazio o entrano nel Lazio)  darebbe nuovo respiro alle casse delle Regione migliorando sensibilmente il saldo della mobilità interregionale della nostra Regione. Stiamo aspettando”. 

“Inoltre – conclude la Presidente dell’Aiop – ci auguriamo una forte presa di posizione del Governatore anche nei confronti del MEF che fino ad oggi ha creato questa disparità tra le regioni”.

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Inserito il 25 03, 2016

SALVE LE RSA, RISCHIAVANO LA CHIUSURA. Faroni “Ora Zingaretti renda operativi gli accordi”

Salve le RSA, le Residenza Sanitarie Assistenziali nel Lazio che contano 7.700 posti letto e che rischiavano di chiudere vedendo negato a migliaia di anziani il diritto all’assistenza sanitaria in strutture con caratteristiche particolari.

C’è l’accordo ma ora sta alla Regione Lazio e quindi al suo Presidente, Nicola Zingaretti, rendere operativo il tutto”, afferma la Presidente dell’Aiop Lazio, Jessica Veronica Faroni.

E’ di ieri la notizia della firma di un protocollo di intesa tra Aiop Lazio, Aris, Cgil, Cisl, Uil e Regione Lazio che di fatto garantisce alle Residenze Sanitarie Assistenziali di continuare ad erogare assistenza sanitaria  in regime residenziale, supportando quindi migliaia di famiglie non in grado di seguire anziani malati. Il protocollo è stato approvato all’unanimità nell’ambito dell’Assemblea delle RSA AIOP Lazio che rappresenta 51 strutture sanitarie, per un totale di circa 4.000 posti letto.

“Ringrazio i sindacati confederali - dice la Faroni -  i quali, capendo che il sistema non poteva più andare avanti, hanno in tutto questo periodo profuso un notevole impegno e affrontato la questione con estrema serietà.

Siamo così giunti, grazie anche alla disponibilità del Responsabile della Cabina di Regia, Alessio D’Amato, alla firma del protocollo di intesa tra Regione, sindacati e associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore. Ma tutto ciò verrà vanificato se il Presidente Zingaretti non darà immediatamente seguito al protocollo attraverso gli atti amministrativi necessari per renderlo operativo”.

Diversi i punti centrali del protocollo firmato ieri.

Innanzitutto sarà la Regione Lazio che provvederà al pagamento del 40 per cento della quota sociale spettante ai Comuni che fino ad oggi si sono sempre trovati in difficoltà economiche.

Dal canto loro i Comuni per far fronte ai pagamenti, relativi agli anni 2013/14/15, ancora non erogati dovranno utilizzare gli accantonamenti di pregressi residui del fondi del sociale.

Per quanto riguarda l’ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente, ossia lo strumento di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate, è stato chiesto ed approvato che siano rivisti i parametri elevandoli dagli attuali 13.000 ad un importo che si avvicini a quanto applicato in altre regioni e alla media nazionale.

“Le modifiche apportate a livello nazionale e regionale sull’ISEE hanno portato gli utenti, naturalmente, all’impossibilità di pagare una retta che oscillava tra i 1.500 e i 1.800 euro al mese. Questo ha portato a innumerevoli conseguenze negative per tutto il sistema, sanitario e sociale con conseguente fuga dalle RSA a c

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